Scritto da: venerdì, 20 gennaio 2012

Come evitare le intossicazioni da monossido di carbonio

Il caminetto acceso è il simbolo dell’inverno, l’iconografia per eccellenza del Natale, ma moltio non sanno che può essere anche una pericolosa fonte di monossido di carbonio. A differenza di quanto si crede, l’avvelenamento da monossido di carbonio è estremamente diffuso. In realtà arrivano addirittura a 400 all’anno.

La tossicità è causata da un gas altamente tossico, e che per giunta è inodore, incolore, insapore, non provoca ustioni o irritazioni e perciò è pressocché impercettibile.

E’ classificabile tra le intossicazioni cosiddette“stagionali”, cioè tipiche di un determinato periodo, proprio perché è in inverno che stufe camini e caminetti vengono utilizzati.

La causa proviene dalla cattiva combustione di materiali contenenti carbonio, all’interno di  impianti termici mal funzionanti o dall’utilizzo di mezzi di riscaldamento insufficienti, difettosi, obsoleti o inadeguati.

Questi apparecchi sono particolarmente pericolosi quando si trovano in ambienti chiusi come le stanze di una casa, garage o cantine.

Le conseguenze di un’intossicazione da CO (monossido di carbonio) dipendono dalla durata di esposizione e dalla concentrazione del gas inalato.

I sintomi vanno dalla cefalea, nausea, vomito, stanchezza se l’intossicazione è lieve, fino a confusione mentale, perdita di coscienza, sopore, coma, convulsioni quando è invece grave.

Che fare in caso di intossicazione?

  • Allontanare l’eventuale intossicato all’ambiente contaminato e, se incosciente, posizionarlo sul fianco.
  • Aerare i locali.
  • Chiamare il 118.

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