Il ruolo dell’identità sessuale

Il pericolo di depressione è spesso correlato a una predisposizione ai comportamenti autolesionisti o a quelli compulsivi. Finora, però, non era mai stata messa in relazione con i comportamenti sessuali dei pazienti.

In particolare la bisessualità, praticata senza problemi anche apertamente sia da uomini che da donne, sembra essere un elemento che predispone alla depressione, ma solo nel caso di pazienti donne.

A differenza di gay e lesbiche più o meno dichiarati, i bisex sono ancora oggi vittime di diversi pregiudizi proprio per la loro “ambiguità” nello scegliere un determinato “campo d’azione”. Per questo motivo sono, se possibile, ancora più invisibili degli omosessuali (sia uomini che donne).

Spesso sono vittime del senso di vuoto inteso come mancanza di identità sessuale. Da qui ad avvertire un senso di inadeguatezza, insoddisfazione e insicurezza, il passo è breve. Non bisogna inoltre dimenticare che problemi di identità (sessuale o meno) possono notevolmente influenzare anche la sfera fisica a causa di episodi di somatizzazione che, in soggetti particolarmente sensibili, può essere un elemento difficile da curare proprio perché non individuabile.

Il punto centrale della mancanza di identità sembra essere la mancanza di interconnessione: mentre negli uomini bisessuali il legame avviene anche all’interno della comunità gay, per le donne ciò non accade.

 

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