
In realtà si tratta di una patologia che caratterizza il 50% delle donne in età fertile e cioè tra i 30 e i 50 anni. Perché proprio questa fascia d’età? Proprio per le caratteristiche della malattia: in pratica si tratta delle reazioni che ha il tessuto mammario in risposta alle varie sollecitazioni che capitano in concomitanza del ciclo mestruale.
Nello specifico, pochi giorni prima delle mestruazioni moltissime donne avvertono un senso di tensione e dolore al seno, il petto appare gonfio e ipersensibile. A causare questo fenomeno è l’ipersecrezione ormonale che porta le ghiandole mammarie a un super lavoro. Per questo motivo il tessuto circostante è sottoposto a continue sollecitazioni e, quindi, col tempo tende a mutare.
Ecco perciò che tale “addensamento” del tessuto avviene solo dopo un certo periodo, verso i 30-35 anni, a secondo della frequenza del ciclo mestruale.
Naturalmente si tratta di una patologia potenzialmente innocua ma che è bene tenere sempre sotto controllo tramite i tipici esami di routine, ovvero gli esami di controllo che ogni donna deve fare a cominciare dalle prime mestruazioni e continuare per tutta la vita, anche con l’entrata in scena della menopausa.
Infatti le situazioni più pericolose si presentano dopo la fine della vita riproduttiva con il pericolo di neoplasie ormonodipendenti










